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Escape Room: autonomie… in gioco!

Vivere il gioco come un’avvincente avventura: misurarsi con i propri punti di forza ma anche con le proprie difficoltà, imparare a riconoscere il bisogno di aiuto e a chiederlo
Paola Gamberini e Serena Cimini

Nei Weekend Autonomia organizzati dal Servizio di Consulenza Educativa dell’Istituto Cavazza tra novembre 2023 e maggio 2024, ci siamo proposti di promuovere nei bambini e nei ragazzi con disabilità visiva (7-11 anni, 12-18 anni) le diverse autonomie: personali, domestiche e relazionali; all’interno di un contesto ludico e motivante.

Affinché l’esercizio dell’autonomia non si limiti a una mera pratica esecutiva eterodiretta riteniamo fondamentale creare occasioni e contesti in cui i ragazzi siano protagonisti attivi e coinvolti in prima persona. In questa prospettiva, tra i tanti giochi proposti abbiamo progettato e realizzato due Escape Room (una per il gruppo dei bambini e una per il gruppo degli adolescenti) intese come giochi contenitori nei quali i giovani partecipanti sono stati ingaggiati in prove di abilità relative ad autonomie già note o anche nuove.Due adolescenti che tagliano una mela per la macedonia

Organizzare e fare materialmente una valigia, piegare abiti e biancheria, apparecchiare la tavola, versare liquidi, sbucciare e tagliare frutta per preparare una macedonia, riordinare sequenze temporali o step di una ricetta di cucina, medicare una ferita, superare prove di manualità come ricomporre una matrioska, affrontare prove di logica e risoluzione di enigmi, simulare l’acquisto di un regalo di compleanno e per finire… riuscire ad aprire in autonomia la serratura di una porta chiusa a chiave! I bambini e i ragazzi hanno vissuto il gioco come un’avvincente avventura, vivendo con entusiasmo le diverse sfide e affrontando anche le difficoltà con determinazione senza mai arrendersi. I partecipanti (8 per ciascun weekend) sono stati ogni volta divisi in due squadre da 4, seguite ciascuna da due operatori, e hanno preso parte a un gioco non competitivo, ma cooperativo, in cui uno degli obiettivi era condurre a organizzarsi attivamente e dividersi i compiti per il raggiungimento del risultato finale. Due bambini che ricostruiscono i passi di una ricetta di cucinaCiascuno ha potuto contribuire all’attività comune con le proprie abilità e per molti è stata occasione per vivere esperienze nuove e per impegnarsi in pratiche prima non conosciute. Ogni bambino o ragazzo ha potuto così misurarsi con i propri punti di forza ma anche con le proprie difficoltà, cominciando anche ad imparare a riconoscere il bisogno di aiuto e a chiedere aiuto.

L’attività in gruppo e il confronto con l’altro hanno rappresentato uno stimolo e un incoraggiamento fondamentali, uscendo dalla logica di un intervento riabilitativo individuale: ciascuno ha sentito che le proprie azioni individuali avevano un valore aggiunto perché andavano a vantaggio di tutti.

In questo senso, i Weekend Autonomia intendono connettere l’apprendimento individuale delle autonomie alla comprensione del loro profondo significato sul piano della partecipazione sociale.Due ragazzini che imparano a fare le medicazioni

È molto più soddisfacente e motivante diventare autonomi se questo avviene anche per gli altri e insieme agli altri!

 

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